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Alla ricerca di un cozy mystery tra archeologia e scavi


La verità è figlia del tempo di Sara Pretolini

Bentrovati!

Colgo l’occasione di qualche ritaglio di tempo per raccontare una delle letture piacevoli degli ultimi mesi, che è stata una piccola bella scoperta, si tratta di La verità è figlia del tempo di Sara Petrolini per Porto Seguro editore.

La verità è figlia del tempo di Sara Petrolini, una delle mie ultime letture (foto @unlibroinborsa)

Qualcuno si potrebbe ricordare di aver visto occhieggiare il libro in qualche storia del profilo instagram (o tra le storie salvate dei LibriInAttesa o Letture in corso), dato che è stato un graditissimo regalo dell’Epifania.

Preannuncio che si tratta di un giallo, un cozy crimes che ho apprezzato e che sono contenta, finalmente, di poter scrivere qualche dettaglio in più, visto poi che è da tanto che rimando.

 La trama:

La protagonista è Teresa Rota, giovane archeologa che viene “attirata” nuovamente nel suo paesino natale dal padre, commissario locale, che la mette in contatto con un cantiere alla disperata ricerca di un’archeologa che possa affiancarli nel corso dello scavo di una necropoli appena iniziato. L’opportunità di lavoro, la possibilità di tornare vicino a casa e agli amici tenta Teresa, che si fa avanti e viene presto assunta. 

Il primo impatto con il cantiere già avviato avviene in una mattina terribilmente piovosa, ben oltre i confini del centro abitato e lungo una statale quasi deserta. E l’approccio iniziale non è dei migliori: l’archeologa è l’ultima arrivata, guardata tra l’indifferenza e il sospetto dagli altri bizzarri (o loschi?) componenti del gruppo, a cui si aggiunge il fatto che la direttrice dello scavo non sia particolarmente amichevole, né faccia molto per metterla a proprio agio. 

La nostra protagonista dovrà occuparsi delle epigrafi che stanno emergendo dallo scavo.

Per fortuna Teresa, la cui passione emerge con entusiasmo davanti ai primi reperti, ha anche tre colleghi più gradevoli e con cui entra, poco alla volta, in maggiore confidenza. 

Ma se la nuova arrivata, alla distratta ricerca di un attrezzo, cade in una delle trincee dello scavo, finendo proprio sopra un recente cadavere la sua popolarità non migliora, e ciò tantomeno con l’arrivo del padre commissario di polizia e del medico legale. 

Così, per non rivelare troppo, complice la situazione, la curiosità, lo scavo in corso, i colleghi, il lavoro del padre e non di meno l’attrazione per un giovane poliziotto, che però dopo alcuni trascorsi la ignora sistematicamente, Teresa si ritrova stranamente coinvolta nelle indagini, e forse in altro, e cerca di svelare il mistero con la complicità della sua più cara amica, dell’attraente poliziotto e di nuove conoscenze. 

La mia esperienza di lettura:

Mi sono imbattuta nel titolo (sì, è stato un regalo vagamente ispirato da me, ecco) mentre ero alla ricerca di un giallo, un cozy crimes e dopo aver conosciuto, tra queste pagine e instagram, Sara Petrolini e il suo bel blog Latte&Biscotti (che vi consiglio di visitare anche per ispirare nuove letture). Ed è stata davvero una bella scoperta!

Un cozy mistery molto piacevole, scorrevole e che unisce nella sua trama archeologia, ironia e indagini

Seguiamo fin da subito Teresa nella sue avventure e disavventure, con uno sguardo che coglie l’ironia e le stravaganze. La affianchiamo nel farsi un’idea del cantiere e dei vari colleghi che incontra, la sua curiosità per i reperti, che si innesca dopo l’iniziale delusione per l’ambiente poco ospitale, o con regole differenti, in cui si trova catapultata a lavori avviati. 

Una protagonista che lascia trasparire la passione per il proprio lavoro e per il mondo dell’archeologia, a cui riconosce un fascino magnetico. Teresa che riesce a stupirsi e incantarsi davanti a questi oggetti che attraversano il tempo e sa farli parlare con tenacia, anche nei momenti che mettono alla prova il suo entusiasmo. 

Il romanzo ci guida poi attraverso aspetti dell’archeologia, resi facilmente fruibili e ben collocati all’interno del testo, distribuiti in modo funzionale e naturale nella trama, senza rischio di appesantire la narrazione. 

È bello seguire il progredire delle indagini, sia sul crimine sia archeologiche, tramite Teresa e l’amica di vecchia data, e parte dei nuovi collaboratori, oltre ad un affascinante poliziotto che riesce a far perdere la pazienza alla nostra protagonista. 

Ho trovato la scrittura e i personaggi del romanzo, in particolare Teresa, ben costruiti, come la storia che è pervasa da tocchi ironici che rallegrano e alleggeriscono la tensione. 

Inoltre provo molta simpatia per Teresa, appassionata e con una sottile vocazione per combinare guai o per le figure imbarazzanti, dotata di autoironia, amante di piccoli piaceri confortanti come momenti di condivisione con la sua più cara amica (e temporanea co-investigatrice), e provvista di una curiosità vivace (e a volte pericolosa?).

Le pagine di La verità è figlia del tempo si leggono piacevolmente grazie al loro mix di indagini, archeologia, divertimento, misteri e ironia.

Dal romanzo traspare l’amore della sua autrice per il mondo dell’archeologia, e i suoi delicati procedimenti. 

E, per concludere…

Esiste un romanzo precedente, L’uomo nella foto che è la prima indagine in cui Teresa è coinvolta, edito da Dialoghi Editore, di cui ormai sono curiosissima(issiama) ma che, per ora, risulta ancora fuori catalogo: che dire se non che spero che ci siano presto delle ristampe o nuove edizioni. Ho proprio voglia di incontrare di nuovo Teresa!

Nel caso abbiate il dubbio, il romanzo si legge benissimo senza conoscere questo esordio teresiano, non ho avuto alcuna difficoltà, sebbene spero che giunga nuovamente alle stampe il libro iniziale di Sara.

Se, nel frattempo, qualcuno fosse interessato ad approfondire gli aspetti del cozy mystery e questo genere, Sara ne parla in questo bell’articolo del suo blog, che vi suggerisco e di cui vi lascio il link, tanto più che è corredato da suggerimenti di gustose letture: https://latteebiscotti.it/il-cozy-mystery-sfumature-di-giallo/


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BlogTour di Una donna fuori dal comune

Una donna fuori dal comune: recensione

Dopo gli approfondimenti del Blog Tour sulla varie pagine delle compagne di lettura oggi racconto com’è stata la mia lettura di Una donna fuori dal comune di Darcie Wilde edita per la prima volta in Italia da Vintage Editore. 

Inizio con qualche dettaglio sulla trama: 

La vicenda comincia con la giovane protagonista Rosalind Thorne alla sua prima Stagione londinese. Una sera, dopo una serata danzante particolarmente felice ed emozionante, la ragazza scopre, nel cuore della notte, che il padre è fuggito a causa della situazione economica della famiglia, abbandonando lei e la madre.

Da allora Rosalind, grazie a Lady Blanchard, inizia lentamente una nuova vita sfuggendo lentamente allo scandalo e alla rovina. 

Dopo qualche anno ritroviamo Miss Thorne che si è ormai trasformata in una sorta di segreteria delle dame della più alta società londinese, è quanto mai abile a organizzare strategici inviti a balli eventi e debutti per altre famiglie. È capace di scegliere i migliori accessori e di fare in modo di risolvere i piccoli scandali facendoli rimanere occultati o ben gestiti sulla stampa: una donna appunto, fuori dal comune, che ha due amici fidati anche tra i giornalisti. 

È per questo suo ruolo che la ricontatta la sua madrina Lady Blanchard, per far trapelare nei giusti tempi che il priori ruolo di patronessa di Almack, si sta rendendo libero. Neppure il tempo di iniziare e Rosalind incontra già una donna interessata: Lady Aimesworth, madre di Honoria che mal la sopporta dal tempo dello scandalo che vide protagonista la famiglia Thorne. Miss Aimesworth ora è destinata a sposare proprio l’uomo che un tempo era assai vicino a Rosalind: Lord Casselmain

Qualche giorno dopo la nostra protagonista ha appuntamento con la madrina davanti ad Almack ma, dato il ritardo che la dama sta accumulando, la ragazza entra per cercarla e, insieme al segretario del circolo si recano al piano superiore alla sua ricerca. Mentre l’uomo prosegue nelle sale riunioni delle patronesse, Rosalind non resiste alla curiosità di sbirciare ancora una volta attraverso le porte aperte della famosa sala da ballo. Ma vede qualcosa di strano e, all’arrivo del de segretario, entrambi trovano un uomo in una pozza di sangue proprio in uno dei più esclusivi ambienti londinesi: si tratta di Mr. Jasper Aimesworth, il fratello di Honoria

Poco alla volta Rosalind inizierà a farsi delle domande e sarà coinvolta nella scoperta del colpevole: è stato davvero un incidente o una sciocca scommessa che ha portato Jasper alla morte, come qualcuno vuole far credere? O c’è dell’altro? E se è omicidio il luogo della morte è solo casuale o ha a che fare con le ragioni del delitto?

Sempre più persone sembrano o sapere qualcosa e nasconderlo, o trovarsi dove non dovevano. Miss Throne si muove all’interno di un ambiente con sue ferree regole, ma in cui è difficile capire la verità e, allo stesso tempo, uno scandalo è quanto mai pericoloso. 

Così la protagonista si troverà a indagare su questo delitto destreggiandosi nell’alta società londinese tra un vecchio amore, a cui non è facile resistere, e che sembra tornare pericolosamente vicino ed essere coinvolto nel mistero, e una nuova conoscenza, un investigatore di Bow Street, che nota la particolarità di Rosalind e le sue capacità, e forse anche il suo fascino. Tra attrazione e pericoli, tra balli e non detti, Rosalind indagherà, scoprendo che la sua consueta abilità a osservare le riserverà sorprese, nuovi pericoli e magari rischi per il proprio cuore.  

La mia esperienza:

La lettura scorre piacevolmente, in poche pagine mi sono ritrovata coinvolta nell’indagine e la vicenda mi ha tenuta incollata alle pagine.

É stata la prima volta che mi sono cimentata con un Mistery di ambientazione Regency e ne ero molto curiosa. Apprezzo le trame gialle e l’idea di unirle a queste ambientazioni storiche inglesi mi ispirava molto e non sono rimasta delusa!

Ho trovato la storia ben costruita e ben narrata. Poche pagine e pian piano il mistero prende vita, partendo proprio dal ritrovamento del cadavere di Mr. Aimeswprth. La scrittura è scorrevole, la traduzione rende agevole appassionarsi alla lettura e l’autrice chiarisce alcuni dettagli delle usanze dell’epoca, come il lavoro degli investigatori, senza appesantire la narrazione ma in maniera assai naturale.

Una ricchezza in più della trama è che svela e mostra al lettore parte del retroscena dei circoli londinesi, che spesso rincontriamo tra le pagine dei libri con simile ambientazione, e molti nomi delle Patronesse di Almack che incontriamo tra le pagine sono quelli reali del tempo.

I personaggi sono tratteggiati bene, di Rosalind seguiamo le vicende a partire dallo scandalo che rischia di travolgerla insieme alla madre, conosciamo poi la sua vita successiva, più semplice, di segretaria particolare delle donne del ton londinese: il suo modo di reinventarsi e ripartire. 

La protagonista è una figura interessante, riesce a far fronte alla situazione e si costruisce la  sua seconda vita e seconda occasione. Rosalind è sveglia, risulta un personaggio forte e che sa cavarsela anche accentando e conoscendo le proprie fragilità, ha una rete di amicizie e di aiutanti ben scelti. Inoltre la ragazza, pur comprendendo e mal sopportando alcuni limiti e rigidità delle consuetudini e dell’etichetta a lei coeve ne comprende utilità e possibili crepe, e sa utilizzare entrambe in modo intelligente, senza temere eccessivamente di percorrere strade nuove con umanità.

Sono molto contenta che si tratti di una seria di romanzi, i misteri di Rosalind Thorne, perché dopo questa prima avventura sono ben curiosa di scoprire i prossimi casi che vedranno all’opera la protagonista.

Ho utilizzato l’ebook, il libro è in ambo i formati, e nonostante il buon numero di pagine la mia lettura è proseguita rapidamente e piacevolmente . 

Insomma, una nuova traduzione che anche questa volta Vintage ha avuto ragione a far conoscere ai lettori italiani, che dire? Che posso già mettermi ad aspettare la nuova uscita della serie di Rosalind Thorne!

Un ringraziamento alle compagne di viaggio di questo piacevole BlogTour, e all’organizzatrice Tiziana di The Mad Otter.

Un grande ringraziamento alla casa editrice per la collaborazione e la copia digitale.

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Blog Tour Una donna fuori dal comune.

Il ballo

La catena di eventi che si dipana tra le pagine del romanzo Una donna fuori dal comune di Darcie Wilde edito da Vintage Editore prende le mosse proprio da una delle sale più note ed esclusive della Londra della Reggenza, uno dei luoghi citati spesso tra le pagine della Heyer, o delle più recenti trame dei regency anche contemporanei, Almack.  Parte dei personaggi si muovo tra queste stanze o vi sono strettamente legati. Ma, sicuramente, tra gli eventi principali che si svolgevano in questo edificio vi è un vero e proprio simbolo della società inglese del tempo: il ballo

Balli descritti e ricordati anche in queste pagine. Nella trama di Una donna fuori dal comune Almack è il luogo di un delitto, un corpo senza vita viene ritrovato: è questo l’evento misterioso che innesca l’indagine di Rosalind. Tuttavia questo evento immaginario avviene nelle sale di Almack: sinonimo di raffinatezza e grandissima esclusività, luogo di ritrovi e balli, debutti e Stagioni londinesi.

E’ proprio questo il contesto in cui Rosalind si muove, silenziosa, osservatrice e con la sua abilità nel risolvere situazioni delicate. Una donna capace di stilare precise e strategiche liste di invitati a balli e cene, di tessere relazioni e seguire gli eventi. 

Come si nota da molti romanzi del tempo, o composti successivamente, i balli hanno una loro struttura, piuttosto fissa e – per molti di noi lettori – affascinante nel loro rituale. La maestra della descrizioni dei balli è, indubbiamente, Jane Austen che ha regalato ai lettori alcune delle migliori scene descritte (e talvolta trasposte molto bene sugli schermi). 

Come traspare facilmente dalle pagine di Darcie Wilde queste occasioni mondane, tra abiti eleganti e musica, sono un nodo fondamentale per la società del tempo: momenti privilegiati per stringere conoscenze, accordi, alleanze e, ancor prima, per un iniziale e piccolo contatto tra uomo e donna. 

Sappiamo che i giovanissimi prendevano lezioni di danza in casa, con insegnati privati, per poi poter trovarsi a proprio agio nel corso di questi eventi chiave all’interno del percorso in società, sia per la conoscenza tra giovani in età da matrimonio. 

Ogni ballo, naturalmente, prevedeva un serie di impegni e incombenze preparatorie per i partecipanti che andavano dagli abiti agli accessori, alla scelta del colore più adatto. Sappiamo già dai romanzi austeniani, o da testi più recenti o da serie e film, come fosse fondamentale apparire al meglio durante una danza, quasi una necessità per poter essere ben accetti nella società, tanto quanto conoscere i passi e la corretta etichetta. 

immagine dal web

I più classici sei romanzi della Austen non accennano più di tanto i nomi della danze che, spesso, trovano invece maggior spazio nei libri regency di autori più recenti, o descritti con qualche dettaglio in più dalle pagine della Heyer. É il caso del valzer, che venne introdotto in Inghilterra solo nel 1812 e che era rigidamente regolato, già all’interno di Almack. 

Durante il periodo della reggenza esisteva una distinzione tra un ballo pubblico, a cui si poteva accedere acquistando un biglietto, e un più esclusivo ballo privato. Diverso è il caso dei balli tenuti presso i circoli esclusivi di Londra, o di altre città, come Bath. A Londra, in questo periodo storico, ottenere l’ingresso ad Almack era davvero difficile. Infatti, per potervi accedere era necessario che la persona fosse presentata alle patronesse, le donne che controllavano l’esclusività degli accessi – e che conosceremo nel corso del romanzo della Wilde – e ottenere l’approvazione da tutte loro. Solo in seguito era possibile, infatti, acquistare i biglietti di ingresso per gli eventi. Qui, i balli si svolgevano il mercoledì sera, e naturalmente si trattava di serate frequentate dalla figure più in vista del tempo, il cosiddetto ton.

In una società assai attenta alla reputazione, agli schemi e classi sociali e che ben controllava gli incontri tra gli esponenti del sesso opposto era già complesso incontrarsi e fare conoscenza, e un ballo era il momento in cui tutto ciò era concesso, e anzi incoraggiato. Durante queste occasioni ai giovani era concesso parlarsi e sfiorarsi in pubblico, sebbene guidata da alcune regole: non accettare un ballo equivaleva a non ballare più, inoltre non era buona educazione chiedere più di due balli di seguito alla medesima dama. 

Nelle sale in cui si danzava, di fatto, si metteva in scena quella che venne definita l’immagine stessa del corteggiamento attraverso i movimenti a tempo di musica, e tramite i tocchi tra i ballerini. Per tale ragione si temeva come non mai la goffaggine o la poca abilità in sala, e si rimediava con lezioni fin da giovanissimi (forse a qualcuno verrà in mente il particolare impaccio di personaggi come l’austeniano Mr. Collins…). 

Un ballo poteva durare fino a notte fonda e, per tale ragione, durante le serate private, era consuetudine prevedere un momento per rifocillassi con delle pietanze, un’occasione ulteriore per mostrare la posizione sociale e importanza del padrone di case, al pari delle candele e della sistemazione. 

A presto con le prossime tappe!

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BlogTour in partenza: Una donna fuori dal comune di Darcie Wilde

📯Novità, novità in arrivo! 🎉

A breve partirà un nuovo BlogTour dedicato a Una donna fuori dal comune di Darcie Wilde edito da Vintage editore, per la prima volta in traduzione italiana.

Con le compagne di lettura ci stiamo immergendo in un’atmosfera regency densa di misteri da sbrogliare, se siete curiosi di approfondire questa nuova uscita l’appuntamento è a partire dal 20 febbraio!

A presto!

BlogTour organizzato da @the.mad.otter con @cassandra.lloyd.92 @bookbuchlivrelibro con @cozyreadings_latteebiscotti @silviadc76 @leggoancoradieciminuti @eleonora_delloste @lamoreperilibri

Ringrazio la casa editrice per il coinvolgimento nell’iniziativa e la copia digitale del romanzo!

#unlibroinborsa #blogtour #unadonnafuoridalcomune #vintageeditore #ausefulwoman #newvintage #cozymystery #darciewilde #collaborazionilibrose

Ecco le prime tappe:

  • Chi è Darcie Wilde:
  • La Saga “I misteri di Rosalind Thorne”:

https://sites.google.com/view/librisullealidellimmaginazione/blog-tour-review-party/la-saga-i-misteri-di-rosalind-thorne-di-darcie-wilde?authuser=0

Alessia Gazzola · Alice Allevi · Autori italiani · Cozy Crimes · gialli · L'Allieva · Letture · Letture rilassanti · Libri Consigliati · libri preferiti · Libri salvalettura · Longanesi editore · Serie Tv · Ultime letture

Graditi ritorni: La ragazza del collegio di Alessia Gazzola

Era tanto tempo che Alice mi aspettava.

Presi subito il nuovo romanzo di Alessia Gazzola, La ragazza del collegio (Longanesi editore), in cui ritornavano Alice Allevi e Claudio. È una delle letture condivise con mia mamma, che me la ha fatta scoprire anni fa.

Alessia Gazzola, La ragazza del collegio (foto @unlibroinborsa)

Poi andai alla presentazione, però stavo conservando il libro: non lo avevo ancora letto perché, in fondo, una Allevi che aspetta il suo turno è una sicurezza e così almeno c’è qualcosa di Alessia Gazzola che rimane da leggere. Una riserva per i tempi complicati o in cui serve del gustoso relax.
Poi, finalmente, gli ultimi giorni di dicembre è arrivato il momento. Con Alice Allevi ho dato il benvenuto al 2023 (e contemporaneamente salutato il 2022).
Grazie Alessia! È stato bellissimo rincontrare i nostri protagonisti, Alice, Claudio, Calligaris… Proprio Alice, che si appassiona e coinvolge nonostante il suo distacco. Lei che torna in attività appena rientrata in Italia, con una giovane vita spezzata e mentre prosegue di perizia in perizia (già perché ci saranno due strane morti) viene anche chiamata con Claudio a capire cosa sia accaduto a un bimbo che vaga per la città e che sembra non avere nessuno. E che dischiude qualcosa nei nostri due protagonisti.


Una lettura che non delude, un ritorno atteso e gustato con piacere, scorrevole e piacevole: una coccola – nel mio caso vacanziera, ma adatta a tutte le stagioni – per chi sentiva un po’ la mancanza di Alice Allevi, del suo… “impicciarsi” in modi alternativi. Certo ho seguito con piacere questa vicenda, con una Alice più matura (sebbene sempre con un pizzico di incoscienza buona che la contraddistingue), scrupolosa e con uno scorcio sulla sua vita di coppia. Alcuni cambiamenti che fanno parte del percorso sono raccontati con delicatezza e naturalezza dalla Gazzola, caratteristica che ho apprezzato nei suoi romanzi.


E poi io, in fondo, ancora penso e spero che un’altra nuova avventura di questa serie potrebbe sempre arrivare…

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Letture che fanno gustare ancora un po’ di vacanza

Ormai, in questi giorni molti di noi hanno ripreso le attività lavorative a pieno regime, nonostante le decorazioni ancora sparse per negozi e città, insieme a rilassanti film a tema che, tutt’ora imperversano in tv, complici alcuni canali.
Così, mentre sorprendo qualche pallina dell’albero per casa e non tutti gli scatoloni di Natale sono chiusi (per tacere del fatto che le tazze per il tè in uso a casa mia siano, praticamente, ferme al 26 dicembre per foggia e disegni) condivido con voi le mie impressioni su due novelle natalizie dall’ambientazione regency.


Si tratta di due racconti che hanno rallegrato le mie vacanze, storie ambientate nelle feste, lievi e allegre, adatte per passare alcune ore serene con una tè fumante o (come nel mio caso) per ingannare l’attesa prima di sfornare una teglia.
Vintage editore, che da qualche anno accompagna piacevolmente le mie feste di dicembre e gennaio, propone due nuove traduzioni (in cartaceo e digitale) che sono uscite proprio in occasione del Natale.

Uscite natalizie di Vintage Editore (foto @unlibroinborsa)

La prima è Il Natale del Capitano Kempton di Jayne Davies e tradotta da Anna Maria Corda.

Il Natale del Capitano Kempton di Jayne Davies

Philip Kempton è rientrato in patria e si sta dirigendo verso la casa degli zii, pur non del tutto convinto della bontà di questa sua scelta. Kempton manca da tempo e la tenuta di zia Beth è lo scenario che, anni prima nel corso di una luminosa estate, ha visto sorgere un sentimento tra lui e Anne. Entrambi hanno preso strade diverse, molto. Lady Anna ha sposato un altro uomo mentre Philip era per mare e gli aveva annunciato la scelta per lettera.

Beth ha deciso di ospitare per il periodo natalizio sia il nipote, sia la cara amica Anna.
Così, tra ricordi di quell’estate, i due protagonisti tenteranno di capire cosa provano adesso l’uno per l’altro, mentre partecipano a tutte le tradizioni natalizie e la neve incornicia la residenza.

La domanda è se questo scenario magico permetterà loro di chiarirsi e superare finalmente il passato in qualche modo.
Si tratta di una novella scorrevole, che si legge in poco tempo, adatta al Natale e ai paesaggi innevati. Una storia che esplora la possibilità delle seconde occasioni.

L’autrice introduce qualche leggero tocco di modernità nelle fasi iniziali del racconto che si legge con piacere.

Il secondo libro è Il desiderio di Darcy per Natale di Penelope Swan, anche qui ritroviamo delle nevose atmosfere natalizie per una variazione di Orgoglio e pregiudizio che contiene anche una sorta di prequel, dato che tutto inizia con un Mr. Darcy che, da ragazzino, quasi rischia la vita in mezzo alla neve all’interno della tenuta della zia, la temibile Lady Catherine. Il giovane però viene soccorso da una bambina sveglia e piuttosto vivace. A meno che non la abbia sognata, come dicono tutti.

Il desiderio di Darcy per Natale di Penelope Swan


Diversi anni più tardi, dopo il soggiorno con Bingley nell’Hertfordshire, e in occasione di una vacanza di Natale di Elizabeth Bennet presso i Collins, lei e Darcy si ritrovano dopo il primo incontro narrato dalla Austen. L’atmosfera delle feste, uno strano “caso” su cui indagare e alcune vicende familiari mettono dubbi all’uomo.

In questa cornice festosa potranno mai esserci dei passi di avvicinamento per Lizzie e Mr. Darcy? L’atmosfera magica che si respira a Rosing Park, i ricordi del Natale di qualche anno prima, l’agrifoglio e le decorazioni potrebbero rendere i due più complici o allontanarli del tutto.
Questa novella mi è piaciuta, è delicata ed è, in realtà, una variazione della vicenda austeniana dato che ci sono alcune differenze. Il racconto è leggero, gradevole e rispettoso dei personaggi. È una lieta storia di Natale che trasporta delicatamente i personaggi in un’atmosfera festiva.


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Buon 2023

Auguri di un sereno anno nuovo!

Che diffondo con alcuni dei libri più belli dell’anno appena concluso, in ordine abbastanza sparso, come a dire che se ne sperano altrettanti e più . . .

(Abbastanza, sebbene il recupero di Dumas 😍 – a lungo rimandato – sia effettivamente al primo posto, d’altronde come non capire le code per aspettare le nuove “puntate” da parte dei contemporanei dell’autore?!? Ma ci sono una serie di letture a tema indagini che mi hanno regalato davvero dei bei momenti).


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Sorprese degli ultimi mesi

In molti stanno iniziando a salutare l’anno tra blog e pagine Instagram proprio in questi giorni, con i ricordi migliori o – se si tratta di libri – con i più belli dell’anno o proprio il contrario.

V. Corciolani, Di rosso e di luce & M. De Giovanni, Caminito. Un aprile per il commissario Ricciardi. (Foto @unlibroinborsa)

Qualcuno pensa già, saggiamente, alle letture del prossimo anno. Io, che scelgo a sentimento i prossimi romanzi, e che sono irrealisticamente convinta che – eventualmente – riuscirò a condividere le migliori letture domani invece che pensare a teglie e quant’altro, oggi ho pensato di segnalare le due sorprese libresche degli ultimi mesi.

Così vi propongo qui, in veste vagamente natalizia, due di quei romanzi che, in barba ai buoni propositi salvaspazio sullo scaffale, mi sono regalata anche in cartaceo (sì, sono una brutta persona che non rispetta le proprie regole).

Le ho definite due sorprese per me. Infatti, finalmente e con un po’ di ritardo, ho scoperto i nuovi gialli di Valeria Corciolani con protagonista la storica dell’arte e restauratrice Edna Silvera. È stato amore! Dopo la prima avventura di Con l’arte e con l’inganno mi sono concessa la versione di carta di Di rosso e di luce, seconda indagine di Edna nel mondo dall’arte. La nostra, non sempre paziente, protagonista si imbatte nel furto di alcuni manoscritti miniati – rosso minio, appunto – e il suo ‘gruppo di lavoro’ abbastanza particolare ne verrà a capo. Insomma pergamene, galline, pigmenti, colori, assicurazioni, Liguria e molto altro che mi hanno fatto desiderare tantissimo un prossimo volume.

L’altra sorpresa degli ultimi mesi, qui in foto, è Caminito di Maurizio De Giovanni. Stavo già pensando che Ricciardi non sarebbe tornato tra le pagine con nuove vicende e indagini, ma così non è stato. Una nuova lettura attesa e che ho gustato in questi ultimi mesi dell’anno. Pagine all’insegna del mistero e delle indagini, una perfetta compagnia per qualche giorno di vacanza, se mai servisse un’ispirazione per qualcosa di nuovo da leggere


Citazioni · Commissario Ricciardi · De Giovanni · Letture · Libri · Natale

Natale 2022

Auguri di un sereno e buon Natale!

E spero che ci sia anche qualche pagina che vi faccia buona compagnia in questo Natale. 🎄🎁

“La vigilia di Natale alla fine arriva; e dopo tanta attesa coglie tutti un po’ impreparati”

M. De Giovanni, Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi

Auguri, che questa Attesa ci riapra i cuori.

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Letture in corso:

Finalmente inizio anch’io una nuovissima uscita, stranamente non ho resistito! Dopo giorni impegnativi oggi inizio a gustare un nuovo racconto atteso (ed eviterò con cura anticipazioni, spoiler e supposizioni)!

Inizio Caminito di Maurizio De Giovanni per Einaudi editore. Grazie Maurizio di queste pagine!

"Derivati letterari" · Blog Tour · Jane Austen · Karen Aminadra · Mini recensioni · Regency · Vintage editore

“Wickham” di Karen Aminadra

Eccoci all’appuntamento finale con il Blog Tour di Wickham per parlare un po’ della recente lettura!

Ricordate la coppia Lydia – Wickham in Orgoglio e Pregiudizio

Cosa avete pensato della loro unione e della sua possibile fortuna? Karen Aminadra ci propone una risposta, conducendoci attraverso le alterne vicende dei due nel romanzo Wickham, libro che fa parte della serie “The Pride and prejudice continues“, e che è stato recentemente edito da Vintage editore, dopo aver dato spazio ai titoli Charlotte Collins e Rosings Parks della medesima autrice. 

Possiamo dirlo: molti di noi chiudendo Orgoglio e pregiudizio hanno la quasi certezza che il matrimonio in questione non sia, propriamente, ben assortito viste le premesse su cui si basa, e che sia destinato a una sorte di litigi o indifferenza. Ma vediamo qualche dettaglio. 

Iniziamo con la trama:

La vicenda inizia con la vita dei Wickham dopo il matrimonio che, a seguito del trasferimento del reggimento, si trovano a Scarborough.

L’uomo che ritroviamo non ha perso le vecchie abitudini come il tavolo da gioco e l’attrazione per le ragazze. Ed è spesso insofferente alle pretese di una moglie che non desiderava, se tutto fosse andato secondo i suoi piani originari. Wickham è incostante come la consorte e, spesso, preferisce trascorrere il tempo libero tra i compagni di caserma e la taverna e altre donne. Ma, forse, è anche capace di scoprire nuovi sentimenti di padre. Anche Lydia è insofferente e incostante: trova che la vita matrimoniale non risponda alle proprie aspettative, non apprezza Scarborough e tanto meno si sente trattata in maniera adeguata al proprio rango di figlia di gentiluomo e moglie di ufficiale. A ciò si aggiunge il peso della maternità e l’assenza di confidenti che ritenga alla propria altezza (e importanza). 

Tuttavia qualcosa unisce inspiegabilmente questa strana coppia e non è solo l’arrivo di un bimbo. Ma ecco come cambierà il percorso dei nostri personaggi: poco dopo il parto di Lydia, viene comunicato che il reggimento dovrà partire per la Francia per la guerra contro Napoleone. George, che sta scoprendo la paternità, deve già separarsi da moglie e figlio e propone alla donna di tornare nell’Hertforshire, a casa Bennet, dove la famiglia la potrebbe accogliere a aiutare. Nonostante la difficoltà di staccarsi dal suo bell’ufficiale per l’inquietante ombra della guerra a Lydia la prospettiva di tornare dai genitori appare quasi un sogno. 

Il romanzo segue i personaggi sia a Longbourn, sia in Francia. Nella prima località ritroviamo Kitty, Mary, Mr. Bennet e una Mrs. Bennet sempre più invadente, chiacchierona e che non ha perso l’idea di sistemare le figlie. invece, in Francia, Wickham si avvicina sempre più alla battaglia reale ma questa non sembra essere il solo pericolo da affrontare tra ricognizioni e donne da cercare. I coniugi, pur separati dalla Manica, dovranno ambedue fare i conti con se stessi, con i loro desideri e molti aspetti della vecchia vita. Entrambi vivranno delle avventure, correranno rischi e si troveranno davanti possibili pericoli e ostacoli differenti ma che, tuttavia, potrebbero diventare l’occasione di nuove partenze.

Com’è andata la mia lettura:

Questo libro mi è piaciuto e mi ha incuriosito: sono attratta dallo scoprire “nuovi” futuri – o passati – di alcuni personaggi letterari e, nel caso di Wickham e Lydia, l’elemento di sottile antipatia che veniva dalle pagine della Austen era un incentivo.  Il romanzo, pur essendo abbastanza corposo, si legge agevolmente e la scrittura scorre con piacere e rapidità. Inoltre è stato davvero piacevole ritrovare i personaggi di Orgoglio e pregiudizio e rispondere alla curiosità su due delle più fastidiose figure austeniane.

Ho apprezzato che l’autrice alterni i punti di vista dei due coniugi nella narrazione, facendoci entrare in confidenza con entrambi e vivere il cambiamento con il passaggio da una vita spensierata, sebbene a tratti insoddisfacente, a nuove destinazioni. Tra le pagine ci chiediamo se i protagonisti riusciranno a trovare una loro strada. Il romanzo costruisce una vicenda interessante per la coppia, non forse quella più banale e risolta che – in un angolino della mente potremmo augurarci – ma, anzi, crea avventure e ostacoli che potrebbero evolvere sì in maniera inaspettata ma piuttosto coerente con i nostri personaggi e le loro caratteristiche. 

Una piccola annotazione: Wickham ha una sua conclusione ma, personalmente, ho come l’impressione (piacevole) che Aminadra in questo Proseguimento possa aver posto le basi per altri sviluppi, solleticando molto la curiosità del lettore, magari vicende a cui dedicare un nuovo romanzo. E, nel caso, sarei ancora più curiosa…

Ringrazio la casa editrice per la copia digitale.


Autori inglesi · Classici · George Eliot · letteratura inglese · letteratura vittoriana · Libri da leggere · Mondadori editore · victober

Idee per le prossime letture

Idee per la lista di letture a tema Victober:

George Eliot, Il mulino sulla Floss (foto @unlibroinborsa)

Non so pianificare bene le letture, questo si sapeva.

Così, mentre gusto con estremo piacere un nuovo giallo, proprio quello che mi ha salvata durante un momento pendolare, aggiungo scelte alla lista di letture autunnali a tema #victober. E l’elenco tra cui scegliere si allunga ogni volta, in proporzione alla durata del mese, che si accorcia.

Ed ecco la nuova aggiunta – che in realtà aspettava già da tempo – una bella “vecchia” edizione Mondadori de Il mulino sulla Floss di George Eliot che recuperai a una precedente e provvidenziale svendita delle eccedenze della biblioteca.


Alessia Gazzola · Autori italiani · Autunno · Costanza Macallè · Letture rilassanti · Libri salvalettura · Longanesi editore · Paleopatologia · Romanzo · Ultime letture · ultime uscite

Ultime letture: serie di Costanza Macallè

Letture settembrine: La costanza è un’eccezione di Alessia Gazzola.

A ottobre ormai iniziato vi racconto la lettura con cui ho inaugurato settembre: La costanza è un’eccezione, di Alessia Gazzola per Longanesi editore, che fa parte della serie di Costanza Macallè.

Tra le ultime letture: La costanza è un’eccezione di Alessia Gazzola (foto @unlibroinborsa).

Tra fine agosto e i primi di settembre ero, In realtà, praticamente bloccata in casa. E, mentre fuori si alternavano un sole caldo e luminoso a giorni di piogge forti, già con un nostalgico sapore di autunno, dopo un po’ ero preda del il desiderio di svagarmi. Così, tra un paio di blande puntate di serie tv distraenti, ho accolto l’attesa uscita dell’ebook dell’ultimo romanzo di Alessia Gazzola con estrema curiosità e, in aggiunta, come la salvezza dalla reclusione forzata. 

La sinossi della trama mi aveva stuzzicata ancora di più, inoltre non vedevo l’ora di scoprire come sarebbe proseguita la storia di Costanza. 

Qualche cenno alla trama:

Rincontriamo Costanza Macallè mentre lavora come anatomopatologa a Venezia: finalmente ritornata in una clinica, dopo aver lasciato l’Istituto di palepatologia. La ragazza ora si divide tra il lavoro fuori città, la vita pendolare tra Verona e la città lagunare, la figlia Flora, la sorella Antonia che la aiuta e il rapporto più maturo ma ancora complicato con Marco

Nonostante Costy non collabori più con l’università è ancora in contatto con Sarah, una delle sue ex colleghe, tra un cinema e qualche telefonata. E’ proprio da una telefonata serale che si avvia l’avventura del nuovo libro. 

Sarah racconta che è in vista un contratto, anche piuttosto ricco, e che il suo vecchio gruppo di ricerca avrebbe davvero bisogno della sua collaborazione come paleopatologa proprio a Venezia! 

Infatti, una nobildonna di antica stirpe, in occasione del restauro della cripta nella chiesa di famiglia, finanzierà una ricerca sui propri avi del Seicento

Costy è dubbiosa, gli impegni sono tanti, sta con Flora meno del previsto, certo un’entrata in più le farebbe piacere, così come – sebbene non lo ammetta facilmente – pure ritornare a quel lavoro così particolare. La spinta definitiva arriva quando scopre che proprio Marco dirigerà come architetto il cantiere. In un secondo la decisione è presa: parteciperà alla ricerca!

E l’incontro con la nobildonna Almazàn, la proprietaria, arricchisce la storia di ulteriore fascino e inquietudine, poiché il nome della famiglia, fin dal lontano passato, è circondato da un alone di mistero. Già, perché si narra che molti dei membri della famiglia morissero assai giovani e, secondo alcune leggende, fossero vampiri

Così, cogliendo l’occasione dei restauri che interverranno sulle cripte e sulle tombe l’anziana donna vuole scoprire la ragione scientifica di tutto ciò: se vi sia una qualche malattia genetica che abbia causato queste morti e sia all’origine di tali dicerie. Bastano pochi giorni e iniziano i lavori e si scoprono diverse sepolture, alcune attese, altre finora ignote… 

Le mie impressioni:

Apprezzo molto questa serie della Gazzola, con tutti i vari gli elementi che raccoglie al suo interno e con la figura della protagonista, imperfetta, alla ricerca del suo posto, mamma e che scopre un campo, quasi suo malgrado, appassionante da cui si lascia conquistare a poco a poco.

Nonostante sia arrivata tardi a Costanza, circa al tempo del secondo libro, è stata per me una gradevolissima scoperta, e quest’ultimo (almeno per ora, ma non dispero in un seguito) volume è un’ottimo ‘romanzo salva-lettura’ e giornata! 

In occasione di una recente presentazione con l’autrice è stato bello riscoprire lo spunto per l’origine del primo libro della serie: un lavoro di ricerca di paleopatologia presentato a Verona, incentrato sui resti di Cangrande della Scala, che ha visto in campo diverse specializzazioni e studiosi.

Quelle pagine sono, per me, un po’ comfort-zone, ancor di più quest’anno, dato che mi ha fatto compagnia durante una positività abbastanza lunga, facendomi gustare anche un po’ di paesaggi e arietta autunnale in anticipo, non solo dalla finestra e dalla poltrona, ma anche dalle pagine. 

La narrazione che, come nelle storie precedenti, si muove tra passato e presente, segue il filone seicentesco e la ricostruzione, ai giorni nostri, delle vicende dell’equipe di ricerca, tra analisi mediche, paleopatologiche, storiche e giornate passate tra le carte degli archivi. Questi sono tra gli elementi del racconto che mi affascinano.  E’, in un certo senso, anch’essa un’indagine, differente rispetto al filone dei romanzi più gialli (come la serie letteraria de L’allieva), e una sorta di enigma da comprendere. 

In poche pagine mi sono affezionata davvero a Costanza, che si imbatte in un campo che crede non adatto a lei, che si destreggia in uno strano equilibrio tra lavori e una figlia, e la strada per risolvere, forse, anche la sua strana situazione sentimentale. Senza dimenticare lo sviscerato amore della protagonista per la sua piccola e gioiosa Flora, insieme al proprio ironico sentirsi talvolta inadeguata, ma pure con la forza di essere gruppo con Antonia e Marco.

In La costanza è un’eccezione la narrazione si arricchisce di piani temporali e indagini e la ricerca storica si fa nuovamente interessante. E ciò avviene in maniera assai scorrevole, senza appesantire le pagine con spiegazioni o digressioni poco collegate. Personalmente trovo questa caratteristica davvero preziosa e, soprattutto, apprezzo ancor di più il fatto che gli eventuali approfondimenti presenti siano coerenti con la vicenda e li trovo ben risolti al suo interno. Questo perché – pure da frequentatrice di taluni studi specialistici – mi accade di essere spesso insofferente all’inserimento di spiegazioni troppo lunghe o saggistiche all’interno di un romanzo (sì, sono noiosa!). E questi aspetti, nelle vicende di Costanza scritte da Alessia, sono strutturati in un modo piacevolmente scorrevole e naturale. 

In conclusione personalmente ho trovato che La costanza è un’eccezione si legga assai bene, stuzzicando molto la curiosità. Il romanzo possieda elementi storici, mette nuova voglia di scoprire angoli veneziani, ci trasporta un po’ pure all’interno del lavoro dell’archivista. 

Per me è stata una coccola librosa: mi ha regalato delle ore liete e spensieratezza

Tra le note personali, aggiungo che, in particolare sono sentimentalmente legata alla saga di Costanza perché mi ha fatto compagnia – a tema – in un momento in cui stavo seguendo qualche progetto bizzarro con un po’ (di sana) incoscienza.

Nota da amante delle ricerche bibliografiche: 

Aggiungo sul finale, che apprezzo sempre molto che l’autrice inserisca a fine romanzo un piccolo approfondimento sui testi consultati sui principali argomenti ed elementi che compaiono nella trama, che trovo un arricchimento e una piacevole occasione per creare nuovi collegamenti e solleticare la curiosità scientifica.

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Novità: primo BlogTour in partenza!

Novità: a breve parte il Blog Tour di Wickham di Karen Aminadra

Wickham Blog Tour


Ebbene, in questi giorni è arrivato a casa Un libro in borsa un nuovo romanzo insieme alla bella occasione di partecipare a un BlogTour con alcune fidate compagne di lettura!

Insieme a Sara Petrolini di Latte&Biscotti Cozyreadings (https://latteebiscotti.it/) paziente organizzatrice e con Alessandra e Samuela di Libri: sulle ali dell’immaginazione (https://sites.google.com/view/librisullealidellimmaginazione/home-page ), con Eleonora Dell’Oste (https://www.instagram.com/eleonora_delloste/) e con Tiziana – The Mad Otter (https://www.instagram.com/the.mad.otter/) scopriremo la nuova Variazione Austeniana edita da Vintage Editore e tradotta da Anna Maria Corda.

Il libro che leggeremo è Wickham di Karen Aminadra in cui l’autrice immagina come potrebbe proseguire la vicenda di Lydia e Wickham, quest’ultimo, forse, uno dei personaggi più ambigui di Orgoglio e pregiudizio.


Dopo aver proposto le ‘continuazioni‘ che riguardano Charlotte Collins e Anne De Bourgh, in Italia sempre edite da Vintage, la Aminadra ipotizza la sorte di questa coppia una volta che la abbiamo salutata con la conclusione della lettura della Austen.

Come se la caveranno i due neosposi nella loro nuova città? E cosa accadrà ancora?

Aggiornamenti e approfondimenti a tema a partire dall’11 ottobre.


Qui il rimando alla casa editrice: https://www.vintageeditore.it/ve/prodotto/wickham/


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Natalie Jenner, Le ragazze della libreria Bloomsbury. Racconti dal gruppo di lettura:

Oggi parlo di una delle mie letture estive, condivisa nel Gruppo di Lettura #GdLBloomsburyGirls organizzato dalla pagina di Samuela CassandraLloyd92 (qui il link alla sua ricca pagina Instagram https://instagram.com/cassandra.lloyd.92?igshid=YmMyMTA2M2Y= ).
Finalmente riesco a raccontare, con un gran ritardo a causa di qualche disagio post vacanza, com’è andata con Le ragazze della libreria Bloomsbury, il nuovo romanzo di Natalie Jenner, autrice canadese di origine inglese. Il romanzo in Italia è stato pubblicato da Mondadori (e, dal punto di vista estetico, ha una graziosa copertina invitante). L’ideale sarebbe affrontare questa lettura dopo il titolo precedente della Jenner che è Jane Austen Society edito in Italia dalla scelta lungimirante di Vintage editore. Ci siamo confrontate all’interno del gruppo e, in conclusione, anch’io concordo con l’idea che si gusta maggiormente conoscendo ciò che è accaduto prima! E poi Jane Austen Society è una piccola perla che consiglio di cuore.


Il nuovo romanzo, grazie ai richiami presenti nella trama, si riesce a seguire pur senza conoscere il precedente, dato che i personaggi comuni sono comunque introdotti e presentati.
La figura che lega i due titoli è principalmente Evie Stone.

Natalie Jenner, Le ragazze della libreria Bloomsbury, Mondadori (foto di @unlibroinborsa).


Ma veniamo alla trama: Londra, dopoguerra. La libreria Bloomsbury è gestita grazie a cinquantuno ferree regole che, tra l’altro, rassicurano i loro gestori, uomini. Tuttavia, a causa di un malore del loro capo, il personale viene riorganizzato in attesa che l’uomo si riprenda. E, grazie a questo cambiamento, le donne della libreria troveranno il modo di scardinare le regole.
Inizialmente seguiamo le vicende delle ragazze del negozio, quasi come episodi di racconti separati, uno per capitolo. In questo modo le consociamo poco alla volta: Vivien, con una laurea e un passato particolare e i suoi progetti per gestire il settore della narrativa. Poi Grace più dedita alla parte contabile e che mantiene di fatto la propria famiglia, lei che con la sua presenza discreta nota elementi che sfuggono. Infine, l’ultima arrivata: Evie, sveglia e silenziosa, laureata in letteratura ma che sembra aver scelto la libreria dopo la delusione dovuta al fatto che un uomo meno capace le è stato preferito per un posto da ricercatore a Cambridge.
Le tre donne con costanza allentano le sacre cinquantuno regole della libreria e cercano la propria strada.
Il romanzo si legge con estrema facilità, dopo i primi capitoli le ragazze iniziano il lungo cammino per diventare di più un gruppo e, poco alla volta, arriveranno a cambiare e individuare, insieme ad altri personaggi, il loro posto.
La lettura è piacevole, racconta di libri, autori e librerie: quindi un po’ ruba il cuore a molti di noi lettori, e pian piano ci si trova ad aver finito il romanzo. Un racconto leggero, che vola via adatto a essere gustato nelle piccole pause, magari con un tè, come alla libreria Bloomsbury. (Se ve lo chiedete sì, c’è una regola anche per il tè in negozio).
L’autrice ha raccontato che, probabilmente, ci sarà un terzo romanzo, che speriamo di vedere anche in Italia tradotto, e che la sua ambientazione potrebbe essere proprio il nostro paese e in particolare Roma. Siamo in attesa, e tra l’altro nel gruppo di lettura si sono già avanzate ipotesi (a diversi livelli di serietà) su chi potremmo rincontrare nel nuovo libro…

Nota a margine: dato che mi ha fatto davvero innamorare raccomando molto Jane Austen Society per la sua bellezza e anche per il desiderio che fa (ri)nascere di riprendere in mano (nuovamente e per l’ennesima volta ma mai troppo) i romanzi di Jane Austen.

#unlibroinborsa

Natalie Jenner, Jane Austen Society, Vintage editore (foto di @unlibroinborsa).



Alice Basso · Anita Bo · Garzanti editore · gialli · Libri e film · libri preferiti · Mini recensioni · Mistero · Ultime letture · Uscite interessanti · Vani Sarca

Una stella senza luce di Alice Basso

Dopo qualche tempo vi racconto uno degli ultimi libri letti: Una stella senza luce di Alice Basso, Garzanti editore. È la nuova avventura di Anita Bo. Ho atteso questo romanzo per quasi un anno e me lo sono gustata con piacere.

La trama in breve

Ci sono novità alla casa editrice di Saturnalia, dove Anita lavora “come dattilografa” ma, prima ancora, ce ne sono a casa Bo: perché i mesi di “intervallo lavorativo” che la ragazza ha ottenuto prima del matrimonio scorrono via rapidamente. Così, tra un sogno bizzarro in cui Anita immagina di andare all’altare con il grembiule da lavoro (ops!), e altri risvolti onirici vagamente inquietanti, accade qualcosa di incredibilmente eccitante in redazione! Luminari, il grande regista che solo qualche anno prima incantava gli spettatori, è deciso a riportare la magia del cinema a Torino, e che cosa potrebbe essere il meglio se non un film su indagini, assassini e detective? L’uomo ha contattato Monnè perché vuole utilizzare uno dei racconti pubblicati su Saturnalia, ma non certo le storie di Bonomo! Guarda caso ha attirato la sua attenzione uno degli autori americani: John Dorcas Smith!

Anita e Sebastiano sono percorsi da un brivido, l’una è entusiasta, l’altro assai sospettoso: cosa sanno loro due dei che rapporti Luminari ha con la censura a Roma? E se fosse una trappola?

Come se non bastasse Sebastiano ora ha il padre per casa a cui fare attenzione. Poco dopo la decisione che sarà proprio Satta Ascona a scrivere il soggetto del film iniziano i provini e i nostri due protagonisti si ritrovano catapultati nel mondo del cinema, con la sua magia e l’attrazione della recitazione. Tuttavia, quando il regista viene ritrovato ucciso in albergo il progetto naufraga e le indagini ufficiali iniziano (male). Infatti sia ad Anita, sia a Sebastiano la colpevole designata non convince… E in un viaggio tra le passate stelle del cinema J.D. comincia a cercare gli indizi per ricostruire la verità…

Anche questa volta Alice Basso ha fatto per me la sua di magia: era qualche mese che non gustavo una lettura con questo gusto, da andar avanti e al contempo desiderare che le pagine si moltiplichino… Momenti di riflessione, divertimento per alcune scene, ammirazione per Anita e un’indagine che si svolge con alcune soluzioni che appaiono quasi surreali e che, all’inizio, al lettore sembra davvero non funzioneranno mai… Per poi guastarle tra il sorriso e il fiato sospeso.

Mi sono gustata il romanzo, ne sono stata assorbita e rinfrancata (quando un libro fa stare bene, svaga ma, intanto, solletica curiosità e qualche domanda) e poi avevo iniziato il libro proprio a Torino, quale luogo migliore?

E, infine, novità sul finale (così, santa polenta con i grumi, come farò fino al prossimo!). C’è da dire che verrebbe voglia di rileggerlo subito (o di ascoltarlo presto in audiolibro…).

Alice Basso, Una stella senza luce, Garzanti (foto @unlibroinborsa).
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Alessia Gazzola, La costanza è un’eccezione.

Alessia Gazzola,

La costanza è un’eccezione,

Longanesi editore.

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Maurizio de Giovanni, Un volo per Sara


Mini recensione

Maurizio de Giovanni,

Un volo per Sara.


Qualche giorno fa pensavo di condividere le impressioni della lettura di uno dei suoi romanzi recenti: Un volo per Sara, di Maurizio De Giovanni per Rizzoli.

Ero curiosa del proseguimento, di dove e come sarebbe ripresa la storia della donna invisibile e del suo bizzarro ma affiatato piccolo gruppo di investigatori che, all’apparenza, non sembrano affatto tali. Così, estratto il libro dalla borsa nelle mie trasferte, nelle pause o semplicemente sul divano non ho resistito e ho divorato le pagine.


Qualche dettaglio sulla trama:

Il via all’indagine clandestina su di un fatto di cronaca parte da uno spunto non di Sara ma di Andrea Catapano che, proprio mentre ascolta il telegiornale, è attirato da una voce e ricorda i dettagli di un vecchio caso, promettente ma archiviato.

E quella voce, per tutti quasi esclusivamente un sottile rumore di fondo, appartenente a una persona che ad uno sguardo superficiale si perde nell’evento richiama, invece, indagini passate che insospettiscono l’uomo. Già, perché nonostante ai telegiornali non si faccia che parlare di tragica casualità e della vittima “illustre” dell’incidente, un chiacchierato imprenditore, potrebbe non essere stata affatto una fatalità… Andrea contatta Mora e Bionda, e la prima coinvolge il gruppo di detective poco convenzionali che conosciamo. Con l’appoggio, dietro le quinte, di Teresa, Sara, Viola, Pardo e Andrea cercano un possibile movente e provano a mettere ordine in una storia in bilico tra l’oggi e gli anni Novanta, dopo anni di buio, oblio e silenzio. Il tutto in uno scenario dove agiscono figure sfuggenti e, se i nostri personaggi hanno ragione, senza scrupoli.

Qualche impressione…

Un romanzo che mi ha catturata già in poche pagine, con una Sara che, dopo il libro precedente, è reduce da un nuovo confronto con il passato e, soprattutto, un autore che, ormai, chi passa qui sa per me è di fatto sinonimo di comfort zone e libro (comfort book diremmo).

Pagine che per me scorrono con gusto, rapidamente e che mi hanno fatto davvero venire voglia di non fermarmi nella lettura.



Alice Basso · Astoria editore · Autori inglesi · Autori italiani · Charlotte Bronte · Classici · Daniel Deronda · ebook · Elliot editore · Fazi editore · Gaskell · Georegtte Heyer · George Eliot · Heyer · Jane Austen · Jane Eyre · Jo March editore · letteratura inglese · Libri · Regency classico · Romanzo · Vintage editore

Spunti d’amore…


In questi giorni passati che ci hanno separato da san Valentino Serena, una geniale lettrice e blogger, ha lanciato su instagram dal suo account SoloLibriSery https://www.instagram.com/sololibrisery/ un gioco divertente #sanvalentinobookchallenge che ha fornito un’ottima scusa ufficiale per chiacchierare allegramente di bei libri, romanzi con storie d’amore (o no) e raccogliere idee per nuove letture o riletture. E mai come nel cosiddetto giorno della singlitudine mi sembra una buona idea prendere del tempo per crogiolami in queste pagine

Secondo appuntamento con  #sanvalentinobookchallenge di @sololibrisery ðŸ’•

Per l’angolo (a me assai noto) di Amori non corrisposti
Scelgo anch’io un po’ di Bronte con Shirley.
Non per colei che dona il titolo al romanzo ma per Caroline, il personaggio che forse non ci si aspetta, ma che ho sempre apprezzato per la sua pacata e non appariscente tenacia.

Come evolva questo sentimento non contraccambiato, se non lo avete letto già, è tutto da scoprire.
Sì, con un po’ tante pagine, ma valgono la lettura.


Ultime letture

Per curiosare tra le prossime uscite…

Novità dalla casa editrice Sellerio:

Se curiosate sul sito dell’editore palermitano trovate tra le nuove e (assai) prossime uscite Chi si ferma è perduto, romanzo giallo a firma di Marco Malvadi e di Samantha Bruzzone.

Il libro, in uscita il 18 ottobre, vedrà il debutto di una nuova investigatrice che promette molto bene…

Tutto pare iniziare con una donna, scienziata e ora casalinga, che ha la sfortuna di ritrovare un cadavere in una cittadina nei dintorni di Pisa… Qui i dettagli: https://sellerio.it/it/catalogo/Chi-Si-Ferma-Perduto/Malvaldi-Bruzzone/14310


In arrivo il 25 ottobre:

Dopo quasi un anno esce un’altra avventura di Cormoran Strike e Robin Ellacot e della loro agenzia investigativa. Uscito ad agosto in lingua originale sta per arrivare nelle nostre mani anche la traduzione italiana sempre per Salani.

Un caso inizialmente non accettato attrae e turba i nostri due detective… Qui il link alla pagina di Salani editore: https://www.salani.it/libri/un-cuore-nero-inchiostro-9788831013024

"Derivati letterari" · Blog Tour · ebook · Inghilterra · Jane Austen · nuove traduzioni · nuove uscite · Regency · Vintage editore

BlogTour “Wickham” di Karen Aminadra

Benvenuti a questa tappa del BlogTour di Wickham edito da Vintage editore, che ringrazio per l’opportunità insieme alla gentilissima Sara Petrolini (del blog Latte&Biscotti Cozyreadings https://latteebiscotti.it/ ) per il coinvolgimento in questa bella iniziativa insieme alle altre lettrici e blogger!

Vi ricordo le altre tappe del BlogTour e l’appuntamento con le recensioni finali. Nella card trovate il calendario!

Il personaggio di Lydia:

Il romanzo Wickham di Karen Aminadra fa parte dei proseguimenti di Orgoglio e pregiudizio e immagina di rispondere alla domanda che, forse, in tanti ci siamo posti nel corso della lettura del romanzo austeniano, o poco dopo averlo concluso: come evolve il matrimonio tra Lydia e George Wickham? 

Nel racconto della Austen la coppia ci appare un po’ sopra le righe, per non dire quasi malassortita, dopo le nozze tardive; con una Mrs. Wickham innamorata ma “Incorreggibile, sfrontata, chiassosa, rumorosa, temeraria” (J. Austen, Orgoglio e pregiudizio, cap. 51). 

Concludendo Orgoglio e pregiudizio lasciamo una Lydia poco prudente e accorta, impetuosa e – come evidenziano anche alcuni approfondimenti – quasi un’incarnazione della vitalità prorompente e senza filtri.

Il personaggio della Austen…

“[…] Per Kitty e Lydia, poi, soltanto la prospettiva di un ballo al martedì poteva rendere sopportabili un venerdì, un sabato, una domenica e un lunedì come quelli”.

(J. Austen, Orgoglio e pregiudizio, cap. 17)

Abbiamo conosciuto e ricordiamo una sedicenne sorella Bennet esuberante – caratteristica che per Lizzie sarebbe stato bene frenare – e scomposta, che afferma ridendo come le piacerebbe sposarsi prima delle altre, o mentre dichiara teatralmente la profonda desolazione di un’estate senza il reggimento. Ma, soprattutto, una Lydia che ama farsi ammirare nella sua giovanile bellezza. 

…E quello di Aminadra.

Ritroviamo questi aspetti del personaggio nelle prime pagine della Aminadra: una Mrs Wickham trasferita al seguito del marito a Scarborough, non certo una località che lei apprezzi molto.

Lydia soffre della scarsa considerazione che le viene accordata, della situazione economica non agiata – soprattutto, pensa, in confronto a quella delle sorelle -, ed è all’inizio del proprio percorso di moglie e madre. 

E’ interessante osservare come l’autrice contemporanea ci faccia intuire il lento formarsi della giovane, pur nella sia immaturità e incostanza. 

Una ragazza che dovrebbe teoricamente essere una moglie posata ma così non è, che ama troppo la vita mondana e desidera ancora balli e ricevimenti, come prima del matrimonio. 

“Wickham non era un marito perfetto, come lei sapeva di non rappresentare certo l’ideale della moglie perfetta, ma lo amava profondamente e con tutto il cuore. E adesso, per la prima volta da quando si erano sposati, stavano per separarsi […] mentre era lì seduta con il loro unico figlio tra le braccia, sentiva addosso tutto il peso della sua partenza”.

(K. Aminadra, Wickham, cap. 7)

Quella che emerge dai pensieri di Lydia, poco prima della separazione da George per la guerra contro Napoleone, è una coppia in cerca di un equilibrio, che chissà se raggiungerà. E il passaggio della sorella Bennet da neo-sposa – Mrs Wickham -, a moglie e neomamma lontana dagli affetti dell’Hertforshire.

“Quella separazione avrebbe portato dei cambiamenti in uno dei due? Il tempo avrebbe cose usato la sua bacchetta magica su di loro? Scosse la testa. Ne dubitava parecchio”.

(K. Aminadra, Wickham, cap. 10)

Un soggiorno presso i genitori che potrebbe essere una boccata d’aria per la ragazza, una piccola sospensione da essere Mrs Wickham e una madre: un’immersione nella sua vita di un tempo forse più complessa di quanto avrebbe mai ipotizzato. 

Lydia, in fondo, nonostante la nuova posizione deve fare i conti con il suo amore per la mondanità, l’incredibile e inevitabile attrazione per la sua vecchia vita da ragazza, per il piacere di affascinare, divertisci e flirtare liberamente, forse anche a scapito degli affetti, come era accaduto con la sua fuga.

Incontriamo una giovane donna che cerca il suo spazio in maniera ancora immatura, talvolta preda delle forti emozioni (degna eredità di Mrs Bennet!), che alterna con buoni propositi e con punte di infatuazione.


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Autori inglesi · gialli · Libri salvalettura · Mini recensioni · Mistero · Robert Galbraith · Salani editore

Scoperte da lockdown: Robert Galbraith, Il baco da seta & Bianco letale

Racconto di una lettura inaspettata in tempo di Lockdown. 

Il primo vero Lockdown quasi tutti abbiamo dovuto riorganizzare alcuni aspetti della vita casalinga e lavorativa, far fronte a dolore e grandi Preoccupazioni. E, tanti si sono dovuti riadattare e inventare modalità (e postazioni) di lavoro da casa (che, soprattutto agli inizi ma non solo, rischiava di moltiplicarsi). Senza contare la ricerca di un po’ di strumentazione digitale, di programmi adeguati, pensare a sottotitolare le videoconferenze, cambiamenti, varie riunioni e il fiorire di innumerevoli ansie per chi ci è vicino… capire come proseguire e videoconferenze qua e là… E cosa il tempo è passato e gli impegni si sono sistemati nell’agenda diffusamente. Faccio fortunatamente parte di quelle persone che al primo lockdown poterono lavorare da casa, con qualche adattamento e soluzioni apposite. 

Con gli amici ci si è accompagnati tra chiamate, messaggi e videochiamate, il lavoro in parte ha aiutato a superare alcuni momenti e a sentirsi utili o con un obiettivo.. E poi troppe notizie ad un certo punto, con me hanno rischiato  di essere “inassorbibili”. Dato che i primi tempi la mia preoccupazione saliva e scendeva pensai che avevo ancora del/della Galbraith da leggere: Il baco da seta (Salani editore). Mal che vada, mi dissi, fosse troppo cruento, lo lascio lì. Eheh, mal che vada… 

Come ho già ammesso, non sono una gran esperta del genere, lo si sa, ma avevo bisogno di qualcosa di avvolgente, distraente e coinvolgente. Così, dopo che in precedenza avevo concluso Il richiamo del cuculo, avrei voluto proseguire la serie. Certo, avevo qualche dubbio… Il baco da seta era descritto qua e là come crudo e un goccio macabro. (Sì, effettivamente lo è, ma sono sopravvissuta alla lettura!).

E va detto che il coraggio, anche fosse relativo alla lettura di “cose inquietanti”, non è mai stata una mia caratteristica (vediamola alla Bilbo, da buon hobbit). Sarà stato che la ricerca di argomenti potteriani collaterali e derivati mi aveva ben distratta dall’ansia, sarà che volevo qualcosa che avesse ancora un po’ (inconsciamente) di quei sapori… E così ho deciso e iniziato il romanzo successivo di Robert Galbraith con il timoroso e mentale accordo “se mai lo interrompo o lo leggo in un altro momento…”
E poi ne sono stata assorbita, pagine e pagine che sono andate via una dopo l’altra. Momenti di pausa dal lavoro davvero apprezzati, un pezzo di weekend (sfuggito agli orari innovativi dello smartworking) consumato attaccata a un liberante Kindle, persino una paginina prima di andare a letto.

Il baco da seta – Galbraith 

Il baco da seta è il secondo giallo con protagonisti Cormoran Strike e Robin Ellacott. Un incarico apparentemente banale, ritrovare un uomo probabilmente scappato o in fuga con una delle amanti rivela, invece, un delitto crudele e assai macabro. Che cosa è davvero accaduto nelle ultime ore di vita dello scrittore Owen Quine? E da dove nasce l’odio che trasuda dalla scena del delitto? La vicenda sembra avere mille versioni, in più, vista l’evoluzione, Cormoran deve restare ai margini: l’indagine è della polizia. Robin, che ormai è stata assunta da Strike, si dimostrerà sempre più preziosa nel corso dell’indagine, e i due investigatori proveranno a sbrogliare la matassa di un caso complesso e che gioca con le apparenze e le confonde. 

in conclusione ho apprezzato questo titolo, sì qualche particolare è assai inquietante (e mi sono stupita io stessa ma sono riuscita continuare la lettura senza eccessiva ansia). Il risultato è stato che mi  tenuta incollata alle pagine, e ho utilizzato ogni momento buono per leggere anche solo mezza paginetta. Oltre a permettermi di prendere una pausa dalle preoccupazioni e di ricaricare le energie durante i vari stacchi delle attività a distanza. Può apparire bizzaro ma rivitalizzante. 

Questi due gialli riuscirono a donarmi una lettura per me coinvolgente, con un buon ritmo e che ha creato seriamente una ‘dipendenza letteraria’, tanto che ho dovuto proseguire con il romanzo successivo, volevamo lasciar perdere?!?

Bianco letale, qualche cenno
Così arrivai in breve già a Bianco Letale, sempre di Robert Galbraith. Già rammaricandomi che fosse allora l’ultimo, ma avevo sbirciato che altro materiale è in cantiere “editoriale”.
Sì, nelle foto si nota pure un po’ di materiale per il lavoro (tra cui un serissssssimo quaderno per non annegare nei fogli volanti), agende redivive, acquisti – Oh, cara Jane! – (pre-quarantena) ancora in attesa del loro turno, sprazzi di primavera e il computer che riassumeva almeno l’80% del lavoro e delle scadenze… E le cuffie per evitare che le videochiamate e le riunioni coinvolgano l’intero condominio.
I vari romanzi di Robert Galbraith seguono le indagini di Cormoran Strike e della sua assistente Robin Ellacott.
Attualmente sono all’ultimo libro, ma sulle foto della pagina ci eravamo lasciati alla fine de Il richiamo del cuculo

Il trailer del Il richiamo del cuculo, serie BBC (da YouTube).